Guardavo fuori dalla finestra dell'ambulatorio, il cielo era di un azzurro emozionante, mentre l'oncologo mi spiegava i dettagli della chemio che avrei iniziato il giorno successivo... e pensavo a come fosse possibile un cielo di un azzurro simile in una giornata così grigia per me...

venerdì 9 febbraio 2018

Ho imparato



Ho imparato a non giudicare.

Ognuno di noi ha un proprio vissuto
che spesso 
nessuno conosce a fondo
e
vale sempre 
la frase

"Prima di giudicarmi prova a camminare nelle mie scarpe"

Per questo non dirò mai
che 
"cosa vuoi che sia , ci sono cose peggiori!"
Certamente
ci sono malattie e situazioni peggiori 
del cancro
lo so bene
ma 
non mi sentirete mai giudicare
nessuno
perchè ognuno di noi ha un punto di vista diverso.
Spesso definito da meccanismi strani 
della nostra mente.

PS: Oggi c'è un cielo bellissimo, azzurro e  candido di nuvole
e sono positiva

Azzurrocielo

(immagine : https://pixabay.com/it/sabbia-tracce-spiaggia-impronta-2616055/

venerdì 2 febbraio 2018

il follow up ovvero libertà vigilata



Il follow up
è sostanzialmente un periodo 
di libertà vigilata.

Io lo vivo sicuramente
in modo diverso da 
altri pazienti .

Vorrei rimanere in follow- up
tutta la vita.

Io ho Paura.
Io aspetto il controllo semestrale
facendo il countdown
fino 
al prossimo fra sei mesi.

Io faccio un foglio
(in genere un A5)
con le domande da rivolgere all'oncologo
e puntualmente lo perdo.
Il foglio, non l'oncologo. 

Io entro in ambulatorio
e dico all'oncologo
"ti devo dire una cosa, anzi due"
e lui si mette in ascolto.

Ora ho un altro oncologo
il fantastico dottor S. adesso lavora in un'altra struttura
ma 
il mio nuovo oncologo, il dott. B è ok.
Altrettanto fantastico.
Mi ascolta.
Mi rassicura.
Mi dice che al prossimo controllo
vuole vedermi sorridente e tranquilla.
Ecco, proprio tranquilla, non lo sarò mai.
Ma ci posso provare.
Solo il dottor S. ha il potere di pronunciare
le parole "Stai tranquilla"
e mi sento al sicuro.
Ma 
voglio Vivere questi mesi
di libertà vigilata
vivendo al massimo.
Non voglio perdere neppure un minuto di Vita.
Voglio viverla tutta.
e inizio il countdown
Azzurrocielo


(immagine presa dal web)   

Quando scrivere è terapeutico....


Nel blog scriverelavita
si parla di un bellissimo progetto
di Writing Therapy.

Non potevo non condividere
quanto scritto nel post di Rosalia
ricordando 
con affetto ed emozione
le mie compagne di scrittura Laura Lorella Manuela Maria Pia
e la psicologa Tatiana
nel progetto del laboratorio di Scrittura Espressiva 
organizzato dall'Irst di Meldola 
per i  pazienti
e dal quale è nato 


lunedì 22 gennaio 2018

Quanto tempo....



E' passato tanto tempo dagli ultimi post.
Sono stati mesi difficili
mesi full immersion in Vita quotidiana
fatta di impegni dovuti (vedi lavoro in ufficio)
e impegni  extra cercati per colmare quella affannosa Paura di non Vivere appieno 
la Vita .
Non ho scritto post
non perchè non abbia nulla da scrivere, anzi!
 i pensieri si affollano in ordine sparso, confuso, senza cronologia.
Quindi
aiutata da un preziosissimo libro di Mandala 
regalatomi per Natale da mio figlio
sto facendo un pò di ordine nella mente vulcanica.
Non è facile,
Ma ritorno a scrivere.
Venerdì ho incontrato il mio nuovo oncologo
(sul fronte cancro tutto tace, ottimo!)
dopo che l'altro oncologo, il mio Super-Eroe si è trasferito a lavorare in un altro ospedale.
Ma di questo scriverò
domani
oggi è lunedì e a me il lunedì sconvolge più di qualunque altro giorno della settimana
A presto

venerdì 3 novembre 2017

Sentieri di parole ... il libro



Questo è il libro "nato" dal laboratorio di scrittura espressiva
Sentieri di Parole che l' Irst IRCCS di Meldola 
mette a disposizione dei propri pazienti.


Dalla prefazione della dott.ssa Tatiana Bertelli
....
... L'obiettivo del lavoro non è produrre dei "bei testi", degli scritti che abbiano un " valore letterario", ma quello di offrire al paziente un tempo in cui prendersi cura di sé, un momento piacevole per staccare, ma anche porre riflessione, su una quotidianità che implica fatica. Il laboratorio rappresenta uno spazio per ciascuno in cui manifestare se stesso nella propria interezza, facendo emergere la propria personalità e le proprie emozioni, un luogo in cui sperimentare una modalità che rende possibile la rielaborazione delle proprie esperienze di vita, un'occasione di incontro, confronto e condivisione con un gruppo di persone che sta vivendo un'esperienza analoga.
...
Da questo gruppo (edizione 2015), un gruppo di sole donne, a dir poco "vulcaniche" (nella scrittura, nella chiacchiera, nell'intensità, nella strabordante simpatia) è emerso il desiderio di PORTAR FUORI i testi prodotti: fuori dalla sala dell'Irst in cui si scriveva, agli altri pazienti e a chi vi gira intorno, ma anche fuori dalle proprie mura interiori, quelle dell'implosione, della solitudine, dei pregiudizi, della fatica difficile da condividere.
....
Sono testi che parlano, qualche  volta, di malattia, molte altre volte di quotidianità.
...
Sono testi pieni di VITA. Di voglia di vivere.


Il ricavato del libro va all'Irst IRCCS di Meldola per progetti di umanizzazione delle cure.

Il libro lo si può trovare in libreria ma anche negli store online, qui oppure qui, oppure qui oppure qui ecc ecc.


Azzurrocielo

Ps: io sono orgogliosamente una delle cinque donne 

martedì 7 marzo 2017

Eccoci.... il nostro libro!

   Domani sarà il giorno della presentazione 
del nostro libro
Sentieri di Parole
frutto del laboratorio di scrittura espressiva 
che l'Irst di Meldola
organizza per i pazienti
Il nostro gruppo è formato da 5 donne 
diventate amiche
 ne avevo parlato qui  qui .

Per maggiori dettagli dell'evento lascio il link



Ps: vado a "prepararmi"...sono leggermente tesa....

Azzurrocielo

giovedì 29 dicembre 2016

Silenzi

Ci sono momenti in cui si ha bisogno di 
silenzi.
Per motivi diversi 
possono essere silenzi di riflessione
silenzi di protesta
silenzi di rammarico
o semplicemente.... silenzi.
Ecco ,  sono mesi di silenzi, su questo blog.
Non perchè non abbia nulla da dire
Non perchè non senta il "bisogno" di scrivere qui.
In realtà ho un "tornado" interno, 
emozioni, ricordi, paure 
che si intrecciano
si accavallano
riemergono prepotenti.
Mi stanno annientando...
Quindi, come sempre mi aggrappo 
a chi mi è vicino in modi diversi
ma mi sta aiutando.
La stanchezza a volte è tanta.
C'è chi non la capisce
c'è chi ti dice : "ormai sei fuori dalla malattia, che vuoi di più?"
Non si è mai fuori dalla malattia
occorre stare sempre all'erta
e ho paura che mi sfugga qualcosa, un particolare 
che possa rivelarsi importante...